#Segnalazione: L'Erba Cattiva di Jolanda Buccella

marzo 25, 2015


<<Mi chiamo Angelica, ho 15 anni e fino a qualche mese fa vivevo con la mia famiglia nella meravigliosa isola di Ponza, ero felice, avevo una bella casa su una scogliera da cui si poteva ammirare un paesaggio straordinario e respirare l’odore del mare in ogni attimo della giornata, due nonni che mi adoravano, un’amica del cuore che era tutto il mio mondo e a scuola andava tutto alla grande. Era una vita perfetta, perfetta per la mia età e i sogni grandiosi come quello di dirigere una commedia di Shakespeare in uno dei teatri più prestigiosi del mondo li lasciavo al futuro, perché allora ci credevo ancora al futuro, poi sono stata costretta a trasferirmi a Milano e la mia esistenza è andata in frantumi e ho smesso di credere in tutto. Da quando mi sono stabilita in questa città fredda e caotica sono sempre triste e sola, i miei genitori sono impegnati tutto il giorno con i loro nuovi lavori e la mia sorellina minore Allegra è continuamente in giro con i suoi nuovi amici, beata lei che riesce a socializzare con tutti, per me è sempre stato un problema fare amicizia con i miei coetanei per colpa di una timidezza patologica che mi trascino dietro da quando sono nata e da quando ho iniziato a frequentare il Beccaria le cose sono addirittura peggiorate. Nella nuova scuola non mi fila nessuno, è come se fossi un fantasma, soprattutto da quando Jennifer e le ragazze de l’Erba Cattiva hanno iniziato a prendermi di mira. Sono la vittima preferita dei loro scherzi più ignobili, per esempio l’altro giorno mi hanno lanciato addosso un sacchetto pieno di rospi ed io sono quasi impazzita dalla paura, e poi mi prendono in giro per l’apparecchio che porto ai denti, continuamente, tanto che ormai il mio nome non è più Angelica ma Bocca di ferro, un maledetto nomignolo che è diventato la colonna sonora delle mie giornate trascorse a scuola. Quelle ragazze mi odiano, lo vedo dai loro sguardi che si incendiano di una luce raggelante ogni volta che si posano su di me che mi odiano, anche se io non ho mai fatto niente per meritare un sentimento tanto negativo da parte loro, me ne sto sempre da sola e in disparte nel banchetto in cui mi hanno costretto a sedermi da quando è iniziata la scuola e non distolgo mai gli occhi dai miei libri, a volte non mi alzo nemmeno per andare in bagno pur avendone la necessità per paura di innescare una loro reazione violenta. Vivo le mie giornate con un magone allo stomaco e il terrore di quello che le ragazze de L’Erba Cattiva saranno ancora capaci di farmi, iniziano ad usare anche le mani, ci vanno giù pesante ed io non so come difendermi. Non riesco a parlarne con nessuno, mamma e papà sono troppo concentrati su loro stessi per ascoltarmi, Allegra è ancora una bambina e forse non riuscirebbe a capire la gravità del mio problema, la mia migliore amica vive a Ponza e raccontarle tutto significherebbe soltanto farla sentire in colpa per non potermi stare accanto. Ho provato a parlarne con l’insegnante di lettere ma è stato inutile, forse avrei fatto meglio a tacere, perché mi ha fatto sentire ancora più sola e impotente quando mi ha detto che non può fare niente per aiutarmi, Jennifer e le sue seguaci minacciano anche lei e gli altri professori quando fanno qualche piccolo tentativo di arginare la loro prepotenza, in classe sono loro a dettare legge. Sono disperata, a volte mi vengono pensieri strani, penso a Carolina e al ragazzo con i pantaloni rosa che hanno vissuto esperienze simili alla mia e hanno deciso di farla finita perché non hanno trovato un altro modo per uscire dall’incubo che ha distrutto le loro vite, ho pianto tante per le loro storie e ho pensato che morire fosse la soluzione migliore anche per me. Quando alzarsi la mattina dal letto diventa un incubo peggiore di quelli che durante la notte popolano i tuoi sogni, è normale pensare che chiudere gli occhi per sempre sia la cosa migliore, un ristoro per l’anima, la pace che non fa più parte dei tuoi giorni. Poi ci sono quei momenti in cui la vita pulsa prepotente nelle vene e ti fa capire che dovresti ribellarti, urlare al mondo quanto sia ignobile quello che ti stanno facendo passare, riprenderti tutto quello che ti hanno tolto forse è per questo che ho deciso di raccontare la mia storia attraverso le pagine di un romanzo. In realtà non l’ho scritto io personalmente perché io sono la protagonista della storia, non esisto, eppure esisto perché quello che qualcuno ha raccontato per me accade realmente a centinaia di adolescenti ogni giorno e in ogni angolo del mondo e spesso finisce molto male. Io sono certa che L’Erba Cattiva potrebbe spingere tanti giovani vittime di bullismo a trovare la forza di ribellarsi e aiutare gli adulti a capire che cosa si nasconde dietro gli infiniti silenzi dei loro figli perché come dice un personaggio molto importante del romanzo che parla di me: “I nostri ragazzi sono come dei giganteschi iceberg di cui spesso riusciamo a cogliere solo la superficie e ignoriamo la pericolosità di tutto ciò che c’è al di sotto, nella profondità dei loro pensieri più oscuri”>>
                                              Angelica Russo, protagonista de L’Erba Cattiva

Con questa lettera di Angelica Russo, inizia il post dedicato alla segnalazione di questo nuovo romanzo di Jolanda Buccella.

















Titolo:L'erba Cattiva
Autore: Jolanda Buccella
Editore: Amazon
Anno di pubblicazione: 2015
Pagine: 439
Genere: Narrativa Contemporanea Italiana/Young Adult
Prezzo: 1,34

E' disponibile solo in ebook, lo si può leggere gratuitamente con Kindle Unlimited.

Sinossi:
Angelica è una ragazza di quindici anni, vive un’esistenza serena accanto ai suoi genitori e alla sorella minore fino a quando dalla tranquilla isola di Ponza è costretta a trasferirsi nella frenetica Milano. La separazione improvvisa dalla sua amata isola e dagli affetti di una vita fa esplodere nella ragazza una fragilità emotiva che spazza via tutte le sue già precarie certezze adolescenziali, a Milano non riesce a sentirsi a suo agio, il cielo costantemente grigio della città, il traffico caotico e la gente fredda e distaccata ma soprattutto il nuovo liceo la catapultano in un mondo che non avrebbe mai voluto conoscere. Sin dal suo primo giorno nel prestigioso liceo classico Beccaria diventa bersaglio di una serie di estenuanti angherie da parte dell’Erba Cattiva, un gruppo di ragazze terribili capitanato da Jennifer una sedicenne cresciuta nella difficile periferia di Quarto Oggiaro allergica a qualsiasi tipo di autorità che non sia la sua. Le giornate di Angelica trascorrono nell’incubo costante dell’Erba Cattiva, le prepotenze che è costretta a sopportare da parte del gruppo diventano ogni giorno più pesanti, ben presto dal semplice attacco verbale si passa a quello psicologico con una pagina facebook sulla quale Jennifer e le sue seguaci si divertono a distruggere la sua immagine. È una guerra spietata e senza esclusioni di colpi, una guerra che ha il suo epilogo in una terribile aggressione fisica che costringerà Angelica a vivere le ore più angosciose della sua intera esistenza ma anche a rialzare la testa e a decidere finalmente di affrontare il problema che le ha distrutto la vita. Così scoprirà tante cose che i suoi occhi offuscati dalla disperazione non riuscivano a vedere come gli occhi innamorati di un ragazzo che è rimasto folgorato dalla sua bellezza sin dalla prima volta che l'ha vista ma che per timidezza e una serie di equivoci non è mai riuscito a confessarle i suoi sentimenti.

Autrice:
Jolanda Buccella nasce a Oliveto Citra (SA) il 28 giugno del 1980,  attualmente vive a Milano e si divide tra il lavoro e la scrittura la sua più grande passione. E' al suo secondo romanzo.

Sono stata contattata dall'autrice e ne sono stata veramente felice perchè mi ha fatto conoscere questo romanzo che ha una trama molto interessante e  che mi riprometto di leggere molto presto.
Il tema del bullismo è molto attuale oltre che essere una realtà che ci coinvolge tutti ma che a volte facciamo finta di non vedere e tralasciamo il problema considerandolo di poco conto.

Non ci resta che dire: PASSAPAROLA, leggiamo e parliamo dei buoni romanzi nostrani!!

Buone letture!

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