#Segnalazioni autori emergenti febbraio 2016

febbraio 05, 2016





 Il fatidico giorno prima di Angela Parise




Titolo:  Il fatidico giorno prima 
Autore :Angela Parise
Self
Genere:  romanzo di formazione
Numero pagine:  257
Prezzo ebook:   0.99

Link d’acquisto ebook:   http://www.amazon.it/fatidico-giorno-prima-Angela-Parise-ebook/dp/B01A6EAJ9G/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1452592495&sr=1-1


Sinossi: 


Nella sera precedente alle loro nozze, Sofia e Milena approfittano di una lunga telefonata per commemorare le loro madri, mancate da poco. Scopriremo così le vicende umane di Rosa e Pierangela: amori, lotte, gioie e dolori nell'Italia del boom economico fino ai giorni nostri in un viaggio che va dal settentrione al meridione del nostro Paese.

Biografia: Angela Parise, nata a Genova nel 1982, si diploma in lingue nel 2001 e successivamente diventa commissario di bordo della marina mercantile. Dopo aver lavorato per diverso tempo sulle navi da crociera, ritorna a casa sua nell’alessandrino dove a tutt’ora lavora come impiegata. 
Al suo attivo, quattro pubblicazioni: nel 2010 esce la saga famigliare “il buio e la luce” (La Riflessione editore) che si aggiudica il secondo premio al “Premio Creativa, città di Ercolano 2010”. Nel 2011 è la volta del romanzo rosa “un biglietto di sola andata per Berlino” (La Riflessione editore), menzione speciale al “Concorso nazionale del book trailer 2012”. Nel 2012 pubblica “Il fatidico giorno prima”, altra saga famigliare sempre con La Riflessione Editore. Poi, il cambio di rotta: nel 2013 cambia editore e pubblica con “Prospettiva editrice” il suo quarto lavoro intitolato “Scandinavia – storia di un papà e della sua bambina.” 
Ora, in corso la ripubblicazione dei primi tre romanzi in digitale. “Un biglietto di sola andata per Berlino” e “il fatidico giorno prima” sono già disponibili su Amazon Kindle.
Ricordiamo anche la pubblicazione di due racconti (“Rita Lotti, Storia di Rita da Cascia” pubblicato nel 2010 per la raccolta Donne al traguardo; “Nove mesi ed una settimana” pubblicato nella raccolta Crescere assieme del 2014.)
Da alcuni anni partecipa al Salone internazionale del libro di Torino.

Estratto




Faceva caldo quando Sofia decise di scrivere a Milena per farle gli auguri. Alla fine, data la mole di cose di cui avevano voglia di parlare, decisero di sentirsi per telefono.“Come stai?” chiese Sofia.“Strana. Mi sento strana.”“A chi lo dici. Magari non ci dormo.”“Credi che ce la farai domani?”“Non senza piangere.”“Già.” Un momento di silenzio.“Tuo padre come sta? E Pierfranco?”“Papà è in ansia. Come credo siano tutti i padri che portano una figlia all’altare. Pierfranco l’ho visto oggi; abbiamo fatto una breve passeggiata e abbiamo fantasticato sul nostro viaggio di nozze.”Sofia rise. “Oh, non sia mai. Io non vedo Filippo da ieri. Ho paura che porti sfortuna.”“Ne abbiamo avuta già tanta. Non credi?”“Appunto. Tanto vale non cercarsene altra.” Altro attimo di riflessione.“Il vestito?”“Ritirato a Lamezia Terme stamattina. Filippo sarà molto deluso, mi sa…” Rise.“Come mai?”“Gonna bianca e corpetto di pizzo color albicocca. Anche lo strascico in tulle è di color albicocca.”“Lo avrebbe preferito tutto bianco?”“Lui no ma mia suocera… potrebbe avere da ridire. Il tuo?”“Il mio è bianco candido. Niente strascichi, niente veli.”“Hai paura?”“No. Ho voglia di sposare Pierfranco. Lo aspetto da quando sono piccola.”“Anche io ho voglia di sposare Filippo.”“Mamma Rosa?”“Nel mio cuore. Sempre e comunque. Ovviamente. Mamma Pierangela?”“La mia spina nel fianco. Sarà dura.” Terzo momento di silenzio.Poi Milena esordì con una richiesta che a Sofia sembrò la cosa migliore per concludere al meglio quella particolare giornata.“Ho una gran voglia di parlare.”“Ti ascolto.”“Se ti parlassi un po’ di mamma Pierangela?”“Mmmhhh… interessante. Si, ti ascolto volentieri.”“…e poi tu mi parli un po’ di mamma Rosa.”“Ok. Preparati. La storia di mamma Rosa è abbastanza triste e complicata. Ci sono cose di lei che so soltanto io e che se sapesse mio padre…. Oh Dio, potrebbe morirne.”Milena rise compiaciuta.“Perché ridi Milly?”“Pensavo a quanto è piccolo il mondo. Anche la storia di mamma Pierangela è piena di punti in sospeso ed anche nel mio caso… alcune cose, oltre a non saperle mio padre… non le sa neppure mia sorella. E figurati, ora che è incinta, non reggerebbe. Anche per lei non è stato facile… ha saputo di aspettare un bimbo il giorno prima che mancasse mamma… e poi, è una ragazza così pudica e moralista. Non capirebbe mai alcuni avvenimenti della sua vita.”“Ne vogliamo parlare?”“Ci sto. Ottima conclusione di serata.”E fu così che nacque tutta questa storia. Il modo migliore per concludere l’ultimo giorno da signorine.atto/i 







L'altra metà del mio cuore di Evelyn Asch







Sinossi


Alex sapeva bene cosa significasse perdere tutto, la vita lo aveva messo a dura prova. Quando era solo un bambino aveva perso entrambi i genitori e, non avendo nessun altro che potesse occuparsi di lui, era stato dato in affido, ma non era abbastanza forte da sopravvivere da solo in un mondo di adulti.

Ma la vita toglie e la vita dà e a lui aveva dato qualcuno che aveva lottato anche per lui, dimostrandogli il vero significato della parola “amicizia”.
Ormai adulto, aveva tutto quello che avrebbe mai potuto desiderare: un lavoro, una bella casa, una donna da amare, un futuro meraviglioso davanti a sé.

Angelica era nata con il dono della bellezza e i suoi genitori avevano attentamente pianificato e costruito il suo futuro intorno a questo dono.

Ma l'essere ammirata come una dea dalle copertine di tutto il mondo, non aveva mai colmato il vuoto della solitudine, una vita passata in anonime stanze d'albergo sentendo di non appartenere a nessuno e a nessun luogo.
Quando finalmente era arrivato l'amore a riempire quel grande vuoto che aveva nel cuore, il destino è arrivato con la forza di un uragano a distruggere i suoi sogni per il futuro.

Gabriel era nato con delle pessime carte da giocare e le aveva giocate tutte nel peggiore dei modi.

Era solo al mondo fin dal suo primo vagito e per tutta la sua infanzia aveva dovuto fingere di essere forte per non crollare sotto il peso dei colpi della vita e proteggere il suo migliore amico, l'unica persona che non lo facesse sentire più completamente solo.
Nel corso degli anni aveva fallito in tutto, finendo per tradire la fiducia delle due sole persone che contavano per lui più della sua stessa vita.
Ora era venuto il momento di ricominciare a lottare, perché c'era ancora qualcuno che aveva bisogno della sua forza.

Ma quasi sempre il destino ha altri progetti e per comprenderli è necessario allontanare lo sguardo dal particolare ed osservare la visione d'insieme, solo in questo modo potremo finalmente trovare un senso a quello che un senso non ce l'ha e capire che non ci sono dubbi che l'universo ci si stia schiudendo come dovrebbe.






Biografia dell'autrice:



Evelyn è come il personaggio di un libro, come ognuno di voi lettori se la immagina leggendo i suoi romanzi. Raccontartela sarebbe come guardare un film su un libro che hai letto, i personaggi non sono mai come te li sei immaginati e in quelle immagini finisce un po' della magia che si era creata attraverso la tua fantasia durante la lettura.
Io sono la somma delle storie che scrivo, in ognuna c'è un frammento della mia vita così come in ognuno dei miei personaggi c'è un po' di me.
Spero che questo nuovo libro faccia provare a tutti coloro che mi faranno l'onore di comprarlo, le stesse emozioni che ho provato io nel dare voce a questi personaggi e a dispetto di tutti i paragoni che inevitabilmente si faranno, questa è la storia che io ho voluto raccontare, nel modo in cui io l'ho vissuta.






Come il cielo di Belfast di Elena Magnani



Tutto può accadere, niente è scontato, i sentimenti e la guerra sono mutevoli, proprio come il cielo sopra Belfast.

 
Una passione bruciante e un destino, ormai segnato, che incombe sulle vite di giovani ragazzi che si trovano a vivere sulla loro pelle le conseguenze del conflitto nordirlandese. Come il cielo di Belfast (Lettere Animate edizioni, pp. 246) della genovese Elena Magnani sono pagine di vita e passione, di lacrime e risate che non vi lasceranno più andare..
L’intero romanzo è incentrato sull’intenso dualismo tra ciò che è giusto e ciò che non lo è, sete di vendetta e ricerca di una tregua, vita e morte, strenua difesa delle proprie origini e pacifica convivenza con “gli invasori.” Da che parte sceglieranno di schierarsi i protagonisti, sarà il fato a deciderlo.
La storia si svolge su due binari paralleli: da una parte c’è Gaia, una ragazza italiana che parte per Belfast nel tentativo di salvare il suo migliore amico da un matrimonio affrettato; dall’altra Martin, un ragazzo protestante che vedrà il suo mondo infrangersi e la sua amicizia con un uomo cattolico messa a dura prova.
«Ci sono storie d'amore e storie d'amicizia sussurrate dal vento del Nord - spiega Elena Magnani - Ci sono storie speciali di cui non saprai mai niente e storie semplici che circondano i tuoi giorni. Ci sono storie poi, che vivono di un sogno, storie che vorresti afferrare e tenere sempre con te. Io l'ho fatto scrivendo di loro. Raccontando di un sospiro d'amore e di un forte desiderio di amicizia, ma a Belfast niente è come sembra, nessuno è innocente o al di sopra delle parti. A Belfast il cielo è bellissimo, ma anche mutevole»
Le vicende si srotolano sulle due strade che per anni sono state le testimoni del conflitto, partito in sordina e divampato poi in uno degli scontri settari più cruenti del nord Europa degli ultimi cento anni. The Falls, la via cattolica, e The Shankill, quella protestante, fanno da sfondo agli avvenimenti dei due protagonisti, per toccarsi e intersecarsi involontariamente, perché a Belfast nessuno è innocente, nessuno è al di sopra delle parti e Gaia si innamora di un uomo che la metterà davanti ad una scelta. Si può vendere l’anima al diavolo per amore? Si può decidere di chiudere con il passato e rischiare ogni giorno la vita in un paese che si nutre di odio e di vendetta? Allo stesso tempo, Martin dovrà fare i conti con la realtà in cui vive, con l’esasperazione che porta allo sconforto, all’omicidio e alla fuga da un posto che lo ha tradito, ma accanto a lui c’è sempre Patrick, il suo amico cattolico, un gigante buono che tenta, a costo della vita, di salvarlo da se stesso. Attorno a loro, la vita di gente comune che cerca di sopravvivere alla guerra, chi tentando di ignorarla e chi nutrendosene. Ma a Belfast niente è come sembra, il cielo è mutevole e tutto può cambiare in un attimo.


Favola di una falena di  Alessio Del Debbio




Titolo: Favola di una falena
Autore: Alessio Del Debbio
Casa editrice: Panesi Edizioni
Genere: romanzo per ragazzi / new adult
Prezzo: 2,99 euro
Formato: digitale
ISBN: 9788899289324
Pubblicato il 11 gennaio 2016.


Quarta di Copertina:

Viareggio, settembre 2001. Sta per finire l'estate dopo la maturità: tempo di prendere decisioni importanti. Su questa premessa iniziano le avventure del turbolento Jonathan, della timida Francesca, della sognatrice Veronica e del rigoroso Leonardo, un viaggio nell'amicizia e nell'amore, una favola moderna di eroi coraggiosi che sopravvivono alla quotidianità aiutandosi l'un l'altro e credendo nei propri sogni. Falene in cerca di luce, destinate a non trovare mai riposo.

Tutto il resto non conta, tutto il resto si ferma alle porte della nostra amicizia.




 Dopo la maturità, Jonathan e i suoi amici devono prendere importanti decisioni sul proprio futuro. Jonathan rinuncia a studiare, tuffandosi nel lavoro a tempo pieno, aiutando il cugino nella sua agenzia pubblicitaria, e cercando di recuperare la sua amicizia con Leo, incrinata da una ragazza che si era messa tra loro. Leonardo si iscrive a Medicina ma deve barcamenarsi tra le lezioni, lo studio e il prendersi cura della madre, psicologicamente instabile, e della sorella più piccola, che continua a sognare una famiglia unita, anche con il padre da cui si sono allontanati quando hanno lasciato Milano. Veronica sorprende gli amici, decidendo di iscriversi al Dams e andando a vivere a Bologna con il suo nuovo ragazzo, scardinando gli equilibri del gruppo. Francesca infine si iscrive a Lettere, sua grande passione, continuando a scrivere in un diario le avventure dei suoi amici, con l’idea un giorno di farne un libro, e faticando nel liberarsi del fantasma del suo defunto ex ragazzo che da sempre la ostacola nei suoi rapporti con il sesso maschile.

Su queste premesse iniziano le avventure di Jonathan e dei suoi amici, in quel periodo di passaggio che è la fine dell’adolescenza e l’inizio dell’età adulta. Un periodo in cui i sentimenti appaiono amplificati, a volte confusi, di certo molto intensi. Lo sa bene Veronica che lotta per inseguire un sogno e fuggire alla maledizione di Cenerentola, oppressa da una famiglia di “matrigne”. Da bruco diventerà una falena, sbattendo le ali in cerca della sua fiamma vitale.
Estratto: «Ridere, certo! Ma anche pensare. A quanto in fretta cambino le cose, a quanto si faccia presto a dimenticare le cose brutte della vita, per idealizzare quelle belle, e a quanto quelle brutte ricompaiano, ostinate e imperterrite, affacciandosi in mezzo a quelle belle, per ricordarci che in fondo non esiste niente che duri per sempre. Niente.» (Jonathan)

Nota: Per quanto "Favola di una falena" sia ambientato DOPO gli eventi di Anime contro e Oltre le nuvole, la lettura dei romanzi precedenti di Alessio Del Debbio non è obbligatoria, in quanto i libri sono costruiti per essere fruiti indipendentemente l'uno dall'altro.


Link per l’acquisto: su tutti gli store, ad esempio Amazon, IBS e Mondadori Store. (Amazon: http://www.amazon.it/Favola-una-falena-Gli-Speciali-ebook/dp/B01A7VLERE/ref=sr_1_4?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1452514222&sr=1-4 

Mondadori Store: http://www.mondadoristore.it/Favola-di-una-falena-Alessio-Del-Debbio/eai978889928932/ )
Sito dell’autore: www.alessiodeldebbio.it
Blog: www.imondifantastici.blogspot.it 
Pagina facebook dell’autore: “I mondi fantastici” www.facebook.com/alessio.deldebbio 
Pagina facebook del libro: Favola di una falena https://www.facebook.com/Favola-di-una-falena-984399918301292/ 



Biografia autore:

 Grande appassionato di libri, soprattutto fantasy, Alessio Del Debbio ha pubblicato il romanzo “Oltre le nuvole – storie di amici” nel 2010, il racconto fantasy distopico “L’abisso alla fine del mondo”, nel 2014, e il romanzo young adults “Anime contro”, nel 2015. Il 2016 inizia con l’uscita di “Favola di una falena”, un romanzo new adult edito da Panesi Edizioni, e con “L’ora del diavolo”, antologia di racconti fantastici ispirati a leggende della Lucchesia, vincitore della terza edizione del concorso ObiettivoLibro e pubblicato da Sensoinverso Edizioni.

Dal 2015 collabora con il portale di letteratura fantastica “Lande incantate” in cui scrive recensioni di romanzi fantasy contemporanei. Nell’estate 2015 organizza, assieme alla scrittrice Elena Covani, la rassegna “Un libro al tramonto” – Aperitivi letterari presso il Bagno Paradiso di Viareggio, per far conoscere autori toscani. Cura il blog “I mondi fantastici” che promuove scrittori emergenti di letteratura fantastica italiana. Numerosi suoi racconti sono usciti in antologie e riviste, come Contempo e Streetbook Magazine di Firenze.






 L'amore può uccidere di Sara Arrow



Titolo: L'amore può uccidere
Autrice: Sara Arrow
Prezzo: €1,49
Pagine: 298
Data di uscita:14 gennaio 2016
Editore:Lettere Animate Editore

Link acquisto: http://www.amazon.it/Lamore-pu%C3%B2-uccidere-Sara-Arrow-ebook/dp/B01AMICF9S/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1453928188&sr=8-1&keywords=l%27amore+pu%C3%B2+uccidere



Sinossi

Giulietta William è una ragazza Newyorkese che per diversi motivi si trova a vivere in un paesino Italiano. Qui tutto sembra tranquillo, Giulietta e la sua migliore amica Kira passano molto tempo insieme. Le giornate scorrono normali e noiose come sempre, fino a un freddo sabato sera, dove al concerto dei "Butterfly Ink" gli occhi di Giulietta incontrano quelli di Adam misterioso e affascinante ragazzo appena arrivato in paese con la sua famiglia. Il loro incontro sarà fatale per Giulietta, tutto quello in cui credeva si rivelerà una menzogna. I suoi sogni premonitori e una nuova realtà la accompagneranno in un’avventura incredibile. Tra leggende e mostri mitologici, Giulietta scoprirà chi è veramente, e il meraviglioso Valentine bello e maledetto le farà scoprire cosa significa quella piccola e tanto temuta parola: Ti amo.


Estratti:


Lui piano piano scende con la testa verso di me quasi a baciarmi, socchiudo le labbra per riprovare quella sensazione, il suo sapore, ma il suo bacio non arriva, mi abbraccia prima piano e poi più forte, mi stringe a lui, come se fossi il suo tesoro da custodire, con una mano mi tiene le spalle e con l’altra scende sul fondo schiena tirando un po’ su la maglietta. La mia pelle è urlante a contatto con la sua mano, è  niente a confronto di quello che provo quando sento il suo alito vicino all’orecchio, quando sento la sua bocca sul mio collo, sfiorata lievemente da teneri e piccoli baci, pian piano più audaci. Lo sento inspirare rumorosamente e questo mi eccita ancora di più, la sua lingua sul tatuaggio risveglia sensi sommersi, nascosti, inabissati in me, lo bacia, mi bacia il collo, vorrei urlare, vorrei stringerlo più forte ma resto immobile a guardarlo mentre si allontana da me e ancora una volta va via.
<<noi siamo morti Giulietta, morti che bevono sangue per continuare a fare cosa? Vivere? Ironico, molto ironico. Il mostro che ti ha pestata è reale, si nutre di carne umana, la prossima potresti essere tu principessina.. e pensi che un occhio nero lo fermi? Svegliati cacciatrice>>.

La mia panca e tutto il sentiero sono cosparsi di petali di rosa rossi, i petali cadono dal cielo come una leggera pioggia di marzo, lo stupore mi toglie il fiato, i petali mi sommergono. Tutto a un tratto l’aria è gelida, i brividi mi fanno tremare e la paura mi fa urlare, il sangue è da tutte le parti, i petali si sciolgono e il dagli alberi spogli il sangue cade a gocce, la mia panca piange un liquido rosso e d’istinto le mie mani cercano di pulire ma anche loro si sporcano e sanguinano, l’orrore è dentro di me.

<<non possono scoprire dove siamo, non conoscono il mio odore>>.
<<ma ne sono attratti, dovrai nasconderti>>.
<<non credo proprio, sono nata per ucciderli e lo farò>>.


Biografia dell'autrice:




Breve presentazione personale: Mi chiamo Sara, ho trentadue anni e faccio la parrucchiera da diciassette anni. Ho deciso di prendermi un periodo di riposo per dedicarmi a questa nuova passione: la scrittura! Un nuovo mondo, quando comincio a scrivere è il momento della "dispersione" potrei continuare per ore senza rendermene conto, senza pensare a tutto quello che mi circonda. Questa è la mia prima esperienza con un vero romanzo, per il momento è positiva.

Amo mio marito, adoro la musica, i libri e i viaggi, ho sempre la valigia pronta, non importa il mezzo o la destinazione, l'importante è partire, anche con una tenda in spalla e un libro in tasca, ovviamente con le mie adorate cucciole, Bobalta e Kate!  







Sei pietre bianche di Daisy Franchetto 





Autore: Daisy Franchetto
Editore: Lettere Animate Editore
Genere: Fantasy
Lunghezza: 328 pagine
prezzo: 1,99 euro





Sinossi:


Pensato come prosieguo di Dodici Porte, primo romanzo della trilogia che ha come protagonista Lunar, Sei Pietre Bianche è stato concepito con una narrazione che lo rende un romanzo indipendente, che può essere letto e apprezzato anche da chi non conosce il primo episodio.


Sei pietre bianche circondano un obelisco nero.

Sei varchi dimensionali.
Un nuovo viaggio alla scoperta delle proprie origini.
Un bambino da salvare, una Dimensione corrotta da una materia oscura, un Amore che ha atteso cento anni per potersi annunciare.
Lunar è tornata.

A tre anni dall'esperienza nella Casa e dalla violenza che l'ha messa di fronte a un duro processo di trasformazione, la giovane protagonista di Dodici Porte non è più una ragazzina. Abita  da sola in un piccolo appartamento in città, studia e lavora. Accanto a lei il fedele cane Sinbad,  su cui grava una maledizione che Lunar non conosce, e l'anello che le ricorda costantemente il legame con la Terra dei Morti.

Dopo l'ultima visione avuta fuori dalla Casa, nella quale un bambino veniva rapito da un gigante, la giovane non ha più avuto esperienze del genere, o contatti con altre Dimensioni. A volte stenta a credere che ciò che ha vissuto nella Casa sia davvero accaduto. Ma c'è l'amico Sinbad a ricordarle chi lei sia.
Lunar ha stretto amicizia con Odilon, un bambino dal passato misterioso che vive in orfanotrofio. Proprio la scomparsa del piccolo, ad opera di un essere spaventoso, riporterà la nostra protagonista e  il suo amico a quattro zampe  a contatto con le Dimensioni parallele.
Lunar e Sinbad, con l'aiuto di Altea, proveniente dai Cieli Razionali, si metteranno sulle tracce dei rapitori di Odilon. Ha inizio il viaggio attraverso sei portali dimensionali rapprensentati da sei lapidi bianche. 
Di nuovo un percorso che è insieme scoperta di se stessi e di luoghi sconosciuti.
Di nuovo avventure formidabili che svelano quanto ci sia di sublime e oscuro nell'inconscio.


Estratto: 

Un sogno ricorrente.
Ancora una notte, ancora quel sogno, ancora quelle immagini. Sempre lo stesso, da tre anni. Ogni volta si aggiungeva un particolare che completava il quadro, ogni volta si svegliava con la stessa nostalgia e la voglia di tornare a casa. Anche se non sapeva dove fosse, ormai, la sua casa. Il sogno iniziava sempre allo stesso modo. Vedeva i suoi piedi decorati con bellissimi tatuaggi color argento. Camminava calpestando candida sabbia, morbida come velluto e fresca. Le minuscole pietre che si mescolavano alla distesa sabbiosa riflettevano i bagliori notturni, allora alzava il capo a contemplare il cielo, sconfinato. Una stella cadente solcava la volta celeste, lasciando una scia luminosa che si dissolveva riassorbita dalla notte. All’orizzonte le Tre Lune sorgevano allineate. Tornando ad abbassare lo sguardo, poteva osservare la vastità del Deserto di Muna, volgendosi a est, l'immenso Bosco degli Alberi Neri e a nord in lontananza la sagoma scura del Palazzo con le sue guglie e le torri. Una risata sgorgava argentina dal centro del suo cuore. Ecco la sua casa, ecco il regno cui apparteneva. Poi una scossa sotterranea la faceva trasalire e un brivido le percorreva la schiena. Guardando a terra vedeva con orrore che la sabbia aveva lasciato spazio a una voragine che correva lunga e profonda verso il Palazzo.La crepa nera sembrava portare al centro stesso della terra. Lei restava a guardare inorridita l’oscurità, mentre una voce tetra saliva dal nulla.Si svegliava proprio prima di cogliere ciò che la voce diceva. E fu a quel punto che si svegliò anche quella notte.Riaprì gli occhi di scatto sentendosi perfettamente sveglia e lucida, assalita da quel desiderio viscerale di raggiungere la terra sognata, di salvare quel che restava di un mondo perduto. Rimase sdraiata e immobile ad ascoltare il ticchettio incessante della pioggia sul lucernario. L’appartamento in cui abitava da qualche mese era immerso nel buio. Sinbad era sdraiato al suo fianco, il costato si gonfiava e sgonfiava al ritmo tranquillo del respiro. L’animale aprì gli occhi. «Non riesci a dormire?»«Ho fatto di nuovo quel sogno, ma non capisco mai cosa dica la voce.»«Non avere fretta» la ammonì il cane.«Dopo tre anni che faccio lo stesso sogno? No, non c’è fretta» rispose lei sarcastica.«Abbi pazienza Lunar. Il tempo è ormai prossimo.»«Speriamo» sospirò lei «proverò a dormire ancora un po’.»
Fuori la pioggia continuava a cadere sottile, mentre il destino tesseva il disegno che, di lì a poco, avrebbe travolto nuovamente le vite di Lunar e Sinbad. 


1Sei felice, Lunar?
Flashback
L’agente Paul La Crus sedeva alla sua scrivania, quando bussarono alla porta. «Avanti» mugolò senza nemmeno alzare gli occhi dal foglio che stava leggendo. Victor, il collega dell’archivio, entrò reggendo a fatica una pila di fascicoli. «Ho un regalo per te» annunciò con finto entusiasmo.Paul alzò gli occhi. Incredulo osservò: «E questi? Cosa sono?»«All’archivio vogliono che siano firmati e catalogati tutti i casi chiusi negli ultimi cinque anni. Questi sono i tuoi. Ti sei dato un bel po’ da fare» commentò Victor guardando la pila di fascicoli che adesso faceva bella mostra di sé sulla scrivania.Paul sbuffò esasperato.«Dai, prima iniziamo e prima finiamo» disse Victor sedendosi di fronte al collega.«Come? Dobbiamo farlo adesso?»«Perché? Hai altro da fare?» domandò Victor per stuzzicarlo.«Vuoi una lista?» rispose Paul socchiudendo gli occhi dietro le lenti degli occhiali.Per tutta risposta, Victor prese il primo fascicolo e glielo porse. Paul glielo strappò di mano in malo modo e lo aprì sbuffando nuovamente.Victor prese il secondo plico e, ridacchiando, si mise al lavoro.Qualche ora e molti fascicoli dopo, ne restavano pochi da rivedere.Paul ripose i fogli che aveva appena finito di visionare e si massaggiò gli occhi. Fuori si era fatto buio.«Quanti ne mancano?» domandò a Victor sbadigliando.«Ancora due.»«Bene, allora sbrighiamoci» disse Paul afferrandone un altro.Victor prese l’ultimo. «Aspetta. Questo lo passo a te» disse al collega facendosi tutto a un tratto serio.Paul lo guardò interrogativo, mentre prendeva il fascicolo che gli porgeva, ma appena vide il nome in alto a sinistra, capì.Lunar.Tutti al Distretto di Polizia sapevano che quel caso era stato importante per lui, anche se nessuno ne conosceva bene il motivo.Paul appoggiò una mano sul primo foglio, quasi ne stesse assorbendo l’energia. Sapeva che il collega lo stava osservando e non se ne preoccupò.«Sì, questo lo chiudo io» mormorò.Rivedere il fascicolo che parlava di Lunar fu un salto in un passato non così lontano. Tre anni, in effetti. Sembravano molti di più. Era stato un caso di violenza sessuale su una minorenne. Lunar tornava da una festa con un amico quando, passando in un parco, erano stati aggrediti da uno sconosciuto. L’amico l’aveva lasciata sola e lei era stata violentata e picchiata. Casi del genere erano tristemente all’ordine del giorno per la polizia ma quella ragazza era rimasta nel cuore di Paul. Fragile, ferita, sconvolta, aveva trovato la forza di riconoscere il proprio aggressore: un giovane con un passato difficile e affetto da disturbi psichiatrici. Si chiamava Lucàs.Proprio durante il riconoscimento, Paul aveva avuto la certezza che Lunar stesse per vivere un’esperienza unica nel suo genere. Lo sapeva perché quella stessa esperienza l’aveva vissuta anche lui anni prima. L’entrata nella Casa. La Casa era un luogo della psiche e dell’anima, una Dimensione parallela e sconosciuta che ne lasciava intravedere altre. Lupi e gatti parlanti che facevano da guide, personaggi buffi o terrificanti, prove incredibili da superare; e poi c’era LaMamà. Aveva le sembianze di una donna, ma non lo era. Era lo spirito stesso della Casa.Paul era uscito profondamente cambiato dall’esperienza, e sapeva che per Lunar si era trattato della stessa cosa. Due giorni dopo il riconoscimento del suo aggressore, Lunar sembrava trasformata. Il suo intervento aveva permesso di risparmiare la vita di Lucàs. Era stato un atto coraggioso e umano che Paul non era riuscito a dimenticare.Chiuse il plico e firmò il documento per il trasferimento a un altro archivio. Ora era davvero tutto concluso, almeno per la burocrazia.In quei tre anni non aveva più rivisto Lunar. Doveva essere cresciuta molto.Porgendo il tutto al collega si chiese che cosa stesse facendo lei.Sei felice, Lunar?2Due piccole corna
Breve scorcio della vita di Lunar.
Il sole non era ancora sorto in quella mattina fredda. L’inverno sembrava non voler finire mai. La pioggia aveva dato una breve tregua dopo una notte di scrosci incessanti e Lunar uscì senza ombrello, scortata dall’inseparabile Sinbad. Indossava un impermeabile nero che le arrivava alle caviglie, e aveva nascosto i lunghissimi capelli che non tagliava mai nel cappuccio. Come ogni giorno, si recava nell’ufficio del mercato dove lavorava il mattino. Niente di speciale, ma lo stipendio era buono e questo le permetteva di pagare l’affitto dell’appartamento dove viveva da quando aveva cominciato a studiare in città. I genitori si erano offerti di sostenere tutte le spese, e avrebbero preferito che lei continuasse a vivere con loro, ma capirono le sue esigenze d’indipendenza. Per Lunar il trasferimento in città non era legato soltanto a un bisogno di autonomia. Sentiva fondamentale quel trasloco, perché in città si sarebbe compiuto per lei qualcosa d’importante.Erano passati tre anni dal suo ritorno alla Dimensione reale, come la chiamava lei, dopo la sua avventura nella Casa. Ed erano trascorsi tre anni anche dalla sua ultima visione, quella in cui vedeva un bambino rapito da un energumeno impellicciato e con le corna. Da allora le si erano presentate delle premonizioni molto lucide, ma niente di più, tanto che oramai si era convinta di aver perduto completamente il potere. Forse era solo una persona molto intuitiva. Anche con la Casa non c’erano più stati contatti. In quegli anni aveva fatto buon uso dei preziosi insegnamenti ricevuti, eppure  i particolari di quell’esperienza andavano tristemente offuscandosi.Dal giorno del suo rientro alla normalità, tutti si erano stupiti del veloce recupero compiuto da Lunar. Era tornata a scuola e aveva concluso il ciclo di studi insieme agli amici di sempre; aveva riacquistato una certa serenità, ma le esperienze vissute la rendevano  diversa dai coetanei, più introspettiva, più matura, più schiva. Lunar si sentiva investita di un ruolo e di un destino che ancora non comprendeva appieno. Anche Greta, l’amica di sempre, faticava a capirla fino in fondo e, nonostante questo, le era sempre rimasta accanto. Ma tutte e due sapevano che, presto o tardi, le loro strade si sarebbero divise. Di Lucàs, il suo aggressore, non aveva più saputo nulla. In seguito al suo intervento gli era stata risparmiata la vita e questo le bastava. Non aver contribuito alla sua morte era stato fondamentale per mettere la giusta distanza tra lei e la violenza subita.Sinbad era perennemente al suo fianco e la seguiva ovunque. Il loro rapporto ricordava a entrambi il legame con una Dimensione sotterranea che, per il momento, rimaneva silente. Lunar ogni tanto sorrideva al pensiero di quando si erano conosciuti, Sinbad allora aveva altre sembianze. Lo chiamavano il Cane del Mondo Ctonio ed era una bestia enorme, simile a un orso. Anche se nel passaggio tra le Dimensioni aveva acquisito l’aspetto di un cane, all’inizio non fu facile farlo accettare ai genitori e a tutti quelli che la circondavano.  Dago e Matilda, i genitori di Lunar, seppure li amassero, non avevano mai voluto animali in casa. Acconsentirono alla presenza di Sinbad perché, la mattina in cui lo videro per la prima volta con Lunar, compresero quanto quel legame potesse essere positivo per la figlia e, dal canto suo, Sinbad fece di tutto per entrare nelle loro grazie.E poi c’era l’anello che Lunar portava al dito. La pietra rossa non aveva più pulsato, ma rimaneva impossibile toglierlo o spostarlo. L’anello era il simbolo di un contratto indelebile con la Terra dei Morti, e stranamente, nessuno le aveva mai chiesto nulla di quel singolare gioiello. Anzi, nessuno sembrava notarlo. Restava però il legame che esso rappresentava. Pur se silenzioso, a Lunar sembrava una presenza viva che pesava sul suo futuro. 
Per la strada poche macchine e qualche passante veloce che si proteggeva dal freddo. Lunar camminava spedita sperando di arrivare presto a destinazione. Sinbad trotterellava al suo fianco annusando qua e là. La giovane si permise di rallentare il passo solo in prossimità dell’orfanotrofio. Passava tutti i giorni davanti all’edificio che distava pochi minuti dalla sua casa. Durante il giorno si fermava alla rete che recintava il cortile, dove i bambini giocavano. La mattina presto, invece, sostava sotto la luce di un lampione e alzava la testa verso le finestre del caseggiato in attesa del saluto che anche quella mattina arrivò.La luce di una torcia illuminò una finestra al terzo piano e una testolina che sbucava a malapena dal davanzale si affacciò.  Una manina sbucò a salutare. Anche quella mattina Odilon aveva portato a termine la sua piccola e unica azione trasgressiva della giornata,  cui Lunar rispose prontamente con un gesto della mano. Nei momenti di maggiore audacia, si apriva la finestra e una voce di bambino gridava il suo saluto come fosse un urlo di libertà: «Buongiorno Lunar, buongiorno Sinbad!»Quindi la finestra si richiudeva velocemente.L’accordo era che Lunar non rispondesse mai all’urlo di saluto, per non smascherare l’identità del bambino.
Soltanto in un’occasione uno dei bambini che dormivano nello stanzone aveva fatto la spia alle suore che gestivano l’orfanotrofio. All’epoca Odilon accendeva la luce principale della stanza, non possedendo una torcia. Il tutto gli era costato una settimana di punizione e la promessa di non farlo mai più. Lui aveva giurato davanti all’immagine dei santi per risultare più credibile, ma poi era tornato a salutare Lunar dalla finestra. Questa volta però si era procurato una piccola torcia, rubandola alla direttrice dell’Istituto proprio il giorno in cui era stato convocato nel suo ufficio per essere sgridato. Entrando nella stanza, aveva notato la piccola torcia appoggiata su un tavolino.Mentre la suora lo ammoniva, lui se ne stava a testa bassa simulando una contrizione che non gli apparteneva, e intanto pensava alla torcia e a come appropriarsene. L’occasione era giunta poco dopo, quando la direttrice fu chiamata fuori della stanza. Lui aveva colto l’attimo favorevole, e un secondo dopo, la torcia era infilata nella tasca destra dei suoi pantaloni, ricoperta dalla maglia troppo lunga che indossava.Quando la suora rientrò nell’ufficio, si sedette alla scrivania riassumendo un’espressione tra il severo e il falsamente dispiaciuto, quasi a dire che era costretta, suo malgrado, a elargire una punizione. In realtà, tutti conoscevano la vena sadica della religiosa. «Allora Odilon, hai capito la gravità del tuo comportamento?»«Sì madre.»Odilon era costretto a tenere la testa ancora più bassa per nascondere la soddisfazione di aver rubato la torcia, ma la donna interpretò il tutto come un profondo pentimento.«Nonostante ciò» e la suora fece una pausa per aumentare il livello di tensione «sono costretta, davvero costretta, a punirti. Lasciar passare questo brutto comportamento senza una punizione sarebbe di cattivo esempio per gli altri bambini, capisci?»«Sì madre.»«Per una settimana non potrai uscire a giocare in cortile, e sabato non potrai mangiare il dolce come tutti gli altri. Ora inginocchiati e prometti di non farlo mai più.»Odilon questo non l’aveva previsto, e temeva che piegandosi la torcia sarebbe caduta. In tal caso, altro che una settimana di punizione! Il furto era punito in modo esemplare.A quel punto il lampo di genio. Si ricordò della stampa con raffigurati alcuni santi che si trovava su un altarino alla sua destra. Questo gli avrebbe permesso di coprire meglio il lato in cui teneva l’oggetto rubato e, al tempo stesso, risultare più credibile.Cercò di reprimere come meglio poteva il moto di orgoglio e di ribellione che lo agitava mentre si abbassava a onorare immagini che non significavano nulla per lui. Sentì che la direttrice apriva uno dei cassetti della scrivania. Era sicuramente quello sulla sinistra, quello dove teneva la bacchetta con cui colpiva i bambini che dovevano essere puniti. La direttrice aveva la sadica abitudine di spaventare i bambini con questa minaccia, e a volte apriva quel cassetto solo per infliggere loro una stilettata di paura. Loro restavano lì ammutoliti sperando che non impugnasse la bacchetta.  Al solo pensiero del sottile ed elastico fuscello che gli avrebbe ferito le mani, Odilon sentì un doloroso formicolio percorrergli le falangi, triste ricordo delle precedenti punizioni. Strinse le labbra per tenere a bada la paura. Trascorsero interminabili istanti nei quali attese di capire se sarebbe stata estratta o meno la verga, poi sentì che il cassetto veniva richiuso.Il trucco aveva funzionato alla perfezione. La direttrice sembrò favorevolmente impressionata dalla devozione ai senti del piccolo. Odilon chiuse gli occhi traendo un lieve sospiro. La religiosa lo congedò mantenendo la sua espressione arcigna e lui uscì più contento che mai. Una settimana senza cortile sarebbe passata in fretta, e quanto al terribile dolce del sabato, beh, non era una vera punizione dovervi rinunciare. Gli restava solo da escogitare il modo di avvertire Lunar che per un po’ non si sarebbero potuti vedere, e questo era ciò che lo rattristava più di tutto, in quei mesi era diventata la sua più grande e unica amica.Anche per Lunar l’appuntamento con Odilon alla finestra o nel cortile a scambiare due chiacchiere era diventato importante. Si era affezionata a quel bambino pallido e intelligente. In qualche rara occasione, le suore le avevano accordato il permesso di portarlo fuori dall’orfanotrofio per un’ora. Purtroppo, essendo la giovane una non credente, non godeva della stima delle suore e poi il suo abbigliamento dai colori cupi non era visto di buon occhio. Tutto quel nero e quel viola! Ma ciò che turbava davvero le suore era altro. Lo sguardo di Lunar le metteva a disagio, brillava di una luce particolare. Sembrava scavare nell’anima delle persone in cerca di qualcosa, non veniva mai abbassato in segno di imbarazzo o di umiltà e ciò era da loro valutato come un segnale di alterigia e  sfrontatezza. Quando uscivano insieme, Lunar portava Odilon ovunque desiderasse, purché fosse possibile rientrare in tempo. Nessuno dei due voleva dare una scusa alle suore per revocare i già rari permessi. Il bambino amava camminare per la strada stringendo la mano della sua Lunar, facendo finta di essere un bambino normale che va a passeggio con la sorella e il cane
Quella mattina Lunar salutò Odilon come sempre, ma le parve che la piccola sagoma fosse diversa dal solito. Sembrava che due piccole corna spuntassero dalla testa del bambino, facendosi via via più lunghe e affilate.Fu un attimo, poi la torcia si spense e Lunar rimase pietrificata con la mano ancora alzata, pallida in viso.«Hai visto?» domandò Lunar a Sinbad.«Visto cosa?»«Le corna. Le corna che sono apparse sulla testa di Odilon.»«Io non ho visto nulla. Hai avuto una visione?»«No, non lo so.»Lunar era preoccupata, anche se sperava si trattasse di uno scherzo della sua fervida immaginazione.Non parlarono più dell’accaduto, ma tutti e due pensarono alla visione che Lunar aveva avuto tre anni prima al ritorno dalla Casa, in cui un bimbo veniva trascinato via da un uomo alto con le corna.«Oggi pomeriggio dobbiamo trovare il modo di parlare con Odilon» disse alla fine Lunar con decisione.Sinbad annuì serioso.  


 Biografia dell'autrice:



Sono nata quarant’anni fa a Vicenza, città intrisa di grazia palladiana, ma vivo a Torino, città del mistero. Mi occupo di counseling.
La scrittura è una passione nascosta che ho iniziato a coltivare tardi.
Ciò che scrivo nasce dalle esperienze vissute. Il lavoro nelle comunità psichiatriche e per disabili, i viaggi come volontaria in zone di guerra, l’impegno per la difesa dei diritti umani. L’ascolto delle persone in difficoltà e, prima ancora, l’ascolto di me stessa. Il mondo onirico e la ventennale attività di scavo nella mia psiche.
La scrittura mi rende una persona migliore.

Pubblicazioni
Dodici Porte è il romanzo d’esordio. Primo di una trilogia. È stato pubblicato nella sua nuova versione da “Lettere Animate” (febbraio 2015).
Dodici Porte Spin Off (Tre giorni, tre parole) è una novella edita da Lettere Animate (aprile 2015).
Sei Pietre Bianche è il secondo romanzo della trilogia dedicata a Lunar. Pubblicato con Lettere Animate Editore (dicembre 2015).
Sono stati poi pubblicati i seguenti racconti:
  • “Ragnatele” nella raccolta “Obsession” curata da Lorenzo Spurio, edizioni Limina Mentis (2013), sempre lo stesso racconto è pubblicato nella raccolta Short Story 2, edito da Lettere Animate Editore.
  • “Margherite tra i capelli” nella raccolta la “Forza della Diversità”, Edizioni Montag (2013)
  • “Bottiglie di cielo”, racconto pubblicato dalla rivista letteraria “Euterpe” numero 12, 2014
  • “Teoria della Creatività”, racconto pubblicato dalla rivista “Coachmag” numero 13, 2014
  • “Ombra e Luce”, per la raccolta Short Story 1, Lettere Animate Editore, aprile 2015
  • Sempre insieme, ricordi? , racconto per la raccolta horror Buio, Lettere Animate Editore ottobre 2015

Gestisco un sito, www.daisyfranchetto.com e la pagina dedicata alla protagonista di Dodici Porte








 Fotografie di Diego Popoli







 Sinossi
Il primo batticuore per la compagna di banco e le fughe da scuola sulle bici da cross. Le partite al campetto e la prima uscita in motorino tutti insieme. La prima vera delusione d’amore e la sigaretta delle tre del mattino, fumata in compagnia, alla luce del lampione di fronte al bar. Il primo addio ad un amico e l’ultimo sguardo lanciato alla vita, di quando pensavamo che sarebbe stata più facile.
Nella provincia emiliana di metà anni ottanta, il percorso di crescita e l’educazione sentimentale di un ragazzo, attraverso ventuno racconti brevi. Ventun scatti fotografici, per scoprire quanto l’inquietudine, la spensieratezza e l’ansia del futuro, prima di facebook e twitter, ancora ci appartengano e siano vicini a noi





















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Biografia dell'autore


Nato ne 1972 a Vignola, attualmente rivesto il ruolo di responsabile magazzino ricambi. Da sempre appassionato di letteratura e storia, questo è il mio esordio letterario.










Il fiore di Fede Mas









Sinossi: 


UN RAGAZZO CRESCIUTO COL CODICE DELLA MALA.

UNA BABY GANG CHE DIVENTA LA SUA NUOVA FAMIGLIA.
UNA POTENTE ORGANIZZAZIONE CAMORRISTA DETERMINATA A METTERE LE MANI SULLA PUGLIA.
UNA STORIA A TINTE FORTI, CHE FRA GIOCHI DI POTERE, TRAFFICI ILLECITI, EROS E VIOLENZA, RACCONTA LA GUERRA FRA CLAN, MA ANCHE LA VOGLIA DI REDIMERSI.




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CHI E’ FEDE MAS?


-LA BIOGRAFIA NON E’ FITTIZIA-

FEDE MAS nasce come pseudonimo per tutelare l’incolumità dell’autore che facendo parte del mondo di mezzo rompe un muro di omertà con questo libro. Con una carriera criminale alle spalle l’autore a dovuto subire i soprusi della mala giustizia e i tradimenti della malavita organizzata che collaborando con le autorità colluse mandano al macello tanti ragazzi di strada. Il libro nasce in sintesi per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ma anche per lasciare il passato alle spalle e ricominciare con una nuova identità, quella di FEDE MAS!










Fino alla fine della rete di R.V. Beta




Ecco come ci viene descritto dall'autrice il suo romanzo.


"Fino alla fine della rete" è un e-book, disponibile su Amazon... dentro c'è taaanto amore ma anche parecchia plastica bruciata, schizzata di sangue fresco fresco.

C'è un lui, una lei, un loro che ce l'hanno con lui e lei, e qualche aspetto cyberpunkeggiante a imparanoiare il tutto.
Se poi ti piacciono anche i videogiochi, non riuscirai a scollare le cornee dalle mie pagine digitali!









Sinossi:


Yuuki è una ragazza scappata di casa per vivere sulla propria pelle un’irrefrenabile curiosità per la vita e la tecnologia.

La sua ultima impresa di pirateria informatica l’ha riportata bruscamente dal mondo virtuale a quello reale, e ora è un obiettivo.
Daisuke è dotato di una fervida immaginazione, con la quale sconfigge le noiose giornate da impiegato di una multinazionale.
Qualcosa di speciale unisce Yuuki e Daisuke nella fuga che affronteranno insieme -- o almeno così è come la vede lui!




Biografia:

Mi chiamo (se credi a questa storia) R.V. Beta.

Secoli fa facevo da balia a un Tamagotchi non mio, e non so perché tendevo a trattarlo male: ho ancora i sensi di colpa.
Mi immagino di entrare un giorno in un negozio di elettrodomestici e tutte le televisioni mi salutano facendo il mio nome.

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