Al destino non ci credo di Carlo Fallace [RECENSIONE]

aprile 12, 2017


Oggi cari lettori vi parlo di un libro che ho fortemente voluto leggere e ringrazio  la casa editrice Kimerik che mi ha gentilmente inviato una copia omaggio.
 Grazie!




Formato: Rilegato
Titolo: Al destino non ci credo
ISBN: 978-88-9375-193-3
Prezzo: € 13,00
Genere: Narrativa 
Collana: Kimera 
Anno: 2017
Pagine: 200
Autore: Carlo Fallace 


Trama:

Charlotte è una ragazza che è dovuta crescere troppo in fretta. Strappata dalle braccia dei suoi genitori e delle persone che amava, viene condotta in un campo di prigionia. Qui subirà umiliazioni e i suoi occhi saranno costretti a vedere la morte di tante persone care. Ma, nello stesso posto, conoscerà anche l'amore: riuscirà infatti a fare breccia nel cuore di George, una guardia del campo che si innamorerà della sua generosità, della sua bontà d'animo e soprattutto della capacità di Charlotte di mettere sempre gli altri al primo posto. Una storia di morte, quindi, ma anche una storia d'amore.




Recensione:
Due cose mi hanno colpito di questo libro, in primis la trama, dove si intuiva che la storia narrata poteva trasmettere forti emozioni e poi la copertina che colpisce subito, l'ho trovata molto particolare e azzeccata con il testo.

Carlo Fallace è riuscito ad emozionarmi, a farmi arrabbiare, indignare, commuovere e riflettere, in fondo è questo che ogni lettore si aspetta quando inizia a leggere un romanzo, spera di essere travolto dalla storia. 
Così è stato per me.

Fin dalle prime pagine entriamo nel vivo della vicenda, la protagonista  Charlotte e la sua famiglia vengono prelevati dalla loro casa e portati in un campo di prigionia. La ragazza, non capisce cosa stia succedendo e cosa andrà incontro, ha paura, è spaventata,ma intuisce che qualcosa di brutto sta per accadere, che la sua vita non sarà più quella di prima. Questo sarà per lei l’inizio di un brutto sogno dal quale spera un giorno di potersi svegliare.

Carlo Fallace, descrive attraverso gli occhi di  Charlotte,le ingiustizie, le angherie, i soprusi, la violenza, che la giovane e tante altre persone hanno dovuto subire senza un reale motivo. Ci ritroviamo a soffrire con i personaggi, ad avere paura con loro, a tremare e a sperare che un giorno tutto questo possa finire.
Charlotte è un personaggio molto forte, che cerca di reagire a quello che le sta capitando, non capisce come si possa provare così tanto odio verso altri essere umani, nonostante tutto lei cerca di sopravvivere, di rimanere a galla e di non abbattersi.
Non sappiamo molto di lei perché l’autore, forse volutamente, non ce la fa conoscere, intuiamo che sia giovane ma non sappiamo niente altro, dove viva e cosa facesse prima di quella notte.
La notte in cui  il suo futuro le viene strappato via.

“Volevo sentirmi dire che era tutto finito. che era stato un brutto sogno, un incubo. Ma non fu così. Non fu un sogno. Quella notte accadde davvero. Ma soprattutto accadde davanti ai mie occhi”.

Charlotte è costretta a crescere in fretta, a conoscere presto la crudeltà e il dolore , è costretta a confrontarsi anche con la perdita di persone care, a provare quella morsa allo stomaco che quasi non ti fa respirare.

“Ricordo soltanto orrore, violenza e crudeltà. La parola pietà sembra essere stata cancellata dal loro vocabolario.  Pietà. Pietà di essere umani. Pietà di gente come loro” 
Pietà, compassione, perdono, parole che in questo libro non trovano collocazione, dove i cattivi sono veramente cattivi e dove non c’è modo di poter cambiare le cose.

Ma le cose potevano andare diversamente? Se si voleva il passato poteva essere diverso?

L’autore nella prefazione ci fa riflettere sul concetto di destino, dicono che sia già scritto, molte volte diciamo “è il nostro destino”, chiamiamolo come vogliano, destino, fato, sorte, caso, fortuna ma sono d’accordo con Carlo, alcune volte noi diamo una grande mano al destino e lo influenziamo. Se vogliamo le cose possono cambiare, in tutto o in parte.

Nel corso della storia nonostante Charlotte, sia una ragazza forte, viene disarmata dalle brutalità alle quali  lei deve assistere e ha dei momenti di forte sconforto e vorremmo essere lì con lei ad abbracciarla, per spronarla a non arrendersi.

“[….]Dovrei essere felice di stare in questo posto? Dovrei essere felice di tutta questa situazione?Non ho più niente. Non ho più un nome, una dignità. Non ho niente! […]”
Mi ha stupito e ho apprezzato che Carlo abbia voluto raccontare la storia dal punto di vista di una ragazza, credo lo abbia fatta in maniera molto coerente e con la giusta sensibilità, descrivendo un personaggio generoso e altruista, che si spende prima per gli altri e poi per se stessa.
Mi ha colpito il fatto che l’autore sia riuscito a creare il giusto pathos e a descrivere in maniera accurata i vari sentimenti ed emozioni che Charlotte provava nelle varie situazioni della storia.
Se posso fare un appunto, credo che il libro manchi del contorno, di un ambientazione, di una descrizione dei personaggi o almeno della protagonista, non sappiamo come sia Charlotte, ce la immaginiamo come la ragazzina della cover ma sappiamo poco o nulla di lei.
Probabilmente era nelle intenzioni dell’autore puntare l’attenzione più sulla storia e non su tutto il resto.
Avrei apprezzato conoscere qualcosa in più sulla protagonista, mi sono affezionata a lei e avrei continuato a leggere la storia se fosse stata più lunga.
La lettura risulta scorrevole, appassionante, con un italiano ben scritto e curato, e con un finale che ti tiene incollati al libro, ignari di come possa andare a finire, perché il lieto fine non è affatto scontato.
Il libro riesce a colpire chi legge, a far riflettere a far sperare che ci sia una luce alla fine del tunnel, che ci sia ancora una speranza, per noi giovani, per il nostro futuro.



Biografia:
Carlo Fallace nasce a Napoli, è studente universitario, iscritto al corso di Laurea in Servizio Sociale presso l'Università di Napoli “Federico II”. Il suo sogno nel cassetto è sempre stato quello di scrivere. Si divide tra gli amici, lo studio, l'università e il gruppo parrocchiale Acr (Azione Cattolica dei Ragazzi) dove è educatore.


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