[INTERVISTA] CONOSCIAMO MEGLIO: Amanda Foley

Cari booklover,
era da tantissimo che non pubblicavo un'intervista nel blog, credo che sia fondamentale per leggere e apprezzare un libro conoscere anche l'autore, quando ha iniziato a scrivere, come e dove scrive e quali siano i suoi autori preferiti.

Oggi parliamo con Amanda Foley, è uscito da poco il suo ultimo libro "Quando una nave si incaglia l’ha deciso il mare" per la collana Literary romance e la scorsa settimana avevo dedicato un post per segnalare il  romanzo vi lascio il link se si va di andarlo a rivedere (clicca qui per il post)
Prima di iniziare ringrazio Amanda per aver accettato l'intervista e a voi cari amici vi auguro una buona lettura!

Link del libro su amazon
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1- Ciao Amanda! Ci vuoi raccontare qualcosa di te?
Parlare di me è una cosa che mi riesce male: o dico troppo o niente… Sono una donna con dei trascorsi che definirei ‘difficili’, che tuttavia mi hanno aiutato a crescere, a pesare le persone per ciò che sono, a non prendere niente troppo sul serio, nemmeno me stessa.

2-Come e quando è nata la tua passione per la scrittura?
Ho letto molto, fin da piccolina e credo sia stato questo a far nascere in me un’ammirazione particolare per il mestiere dello scrittore. Mi ha sempre affascinato la capacità che i grandi autori hanno: osservare i personaggi a 360° scrutandoli come sotto una gigantesca lente di ingrandimento per analizzarli fino alle viscere e condividere con il lettore questo straordinario viaggio nell’animo umano.

3-Quando riesci a trovare il tempo  di scrivere?Di giorno o di notte?Alcuni scrittori dicono che  l’ispirazione arriva dopo il tramonto del sole, per te è così? C’è un luogo dove ami scrivere?
In genere scrivo la mattina o il tardo pomeriggio. L’ispirazione mi arriva in un momento qualsiasi: ascolto una frase in tv, leggo qualcosa, sento una conversazione, osservo le persone che camminano ecc. Niente albe o tramonti, non sono particolarmente romantica. Non seguo schemi, scrivo nella mia scrivania al computer o sul divano con il tablet.

4-Ci vuoi parlare dei tuoi romanzi?
Ho iniziato con due storici: Quando una nave si incaglia l’ha deciso il mare (la prima edizione era intitolata L’ha deciso il mare) ambientato in Irlanda tra il 1850/1913. La grande carestia e la rivolta verso l’impero britannico fanno da sfondo ad un’intensa saga familiare che coinvolge tre generazioni. Sono seguiti un altro storico di cui ho ripreso i diritti e che a breve uscirà in versione integrale, il che significa quasi il doppio della prima, e poi un contemporaneo anch’esso in revisione per la seconda edizione ricca di contenuti inediti.

5- Hai pubblicato sia con una casa editrice che in self, quali sono le principali differenze? Quali sono i pro e i contri di questi due tipi di pubblicazione?
Le case editrici permettono di avere più visibilità e credibilità. Difficilmente un editore pubblica se l’opera è un vero disastro, come invece mi è capitato di leggere nei self di sconosciuti. Il self, d’altro canto, permette di essere liberi da qualsiasi vincolo e, salvo che uno vinca il bancarella, il self è più redditizio, ma devi saper scrivere discretamente bene e soprattutto farti pubblicità fino allo sfinimento.  Consiglio il self solo dopo aver pubblicato con case editrici.

6-Qual è la fase più difficile per una scrittrice? Raccogliere le idee, scrivere, revisionare o promuovere il proprio libro?
Per me, la fase più difficile del romanzo è la promozione. Voglio dire: mesi, a volte anni dietro a un romanzo. Lo vedi nascere, crescere e lo segui fino al momento della pubblicazione. A quel punto ho davvero dato tutto a quel romanzo. E invece devi iniziare a farlo conoscere… Ecco, per la pubblicità vorrei tanto il genio della lampada!

7- I protagonisti dei tuoi libi sono ispirati a persone vicino a te oppure sono frutto della tua fantasia?
Mi ispiro sempre a persone che conosco, a fatti di vita vera, storico o contemporaneo che sia. Poi, li metto nel mixer e frullo. In questo modo pezzi della storia di un personaggio si mescolano a quelli di un altro.  Un personaggio può essere il frutto di storie diverse. Alla fine condisco con una manciata di fantasia.

8-Che tipo di scrittrice sei? Istintiva o riflessiva?
Scrivo di istinto.

9- Quali sono i tuoi gusti quando leggi? Cosa ti colpisce di più in un libro? La copertina, la trama, l’autore ecc.?
Amo leggere storie dove le donne sono protagoniste, contemporanei e storici, romanzi dove le tematiche familiari sono il perno. Il titolo è la prima cosa che mi colpisce, poi la trama. Se un autore mi piace, leggo tutte le sue opere, o la maggior parte.

10-A quali scrittori ti ispiri?
Per gli storici mi ispiro alla Bronte/Austen. Per i contemporanei Flagg/Fredriksson/O’Farrell

11-Quando hai scritto il tuo primo libro/racconto?
Intorno al 2000/2001

12-Pensi che scrivere possa diventare un vero e proprio lavoro?
E’ il mio sogno; la vedo dura perché vivere di scrittura è per pochi eletti, ma chissà che per una volta la vita riesca a sorprendermi, in positivo.

13-Hai altre passioni oltre la scrittura?
Amo leggere, come chiunque scrive, fare lunghe passeggiate in mezzo al verde, giardinaggio e cucito creativo. Sto cercando di imparare il patchwork, una vera impresa. Scrivere è più semplice.

14-Cosa significa per te scrivere?
Mettere la mia vita in stand-by per qualche ora e occuparmi dei personaggi del romanzo che sto scrivendo. E’ terapeutico.

15-Qual è il tuo libro preferito? E perché?
Ecco una domanda difficile. Non ho un libro preferito, ma molti. “Il cappotto” per esempio, perché racconta di un uomo insignificante la cui vita ruota attorno ad un cappotto che decide di farsi…Un personaggio che Gogol descrive in modo superbo. E poi “Jane Eyre”, letto tre volte, profondo e toccante, oppure “Mr Zuppa Campbell” che con la sua giostra di personaggi bizzarri, al limite dell’assurdo, mi ha fatto sorridere e rilassare. Potrei continuare per ore, ogni libro mi è piaciuto perché ha il suo perché.

16-Com’è il tuo rapporto con i lettori?
I lettori? Li amo! Mi piace raffrontarmi con chi mi chiede di più o semplicemente esprime il suo giudizio, che a volte può anche contenere qualche perplessità.

17-Ami i social network? Pensi che possano aiutare un giovane autore a farsi conoscere?
Sinceramente? Penso che in quest’era dove il virtuale ha soppiantato la realtà, i social network siano di grande aiuto per la pubblicità, soprattutto per gli autori poco conosciuti, come me. Li utilizzo, ma non li amo, forse perché vengo dal passato o semplicemente perché mi piace raffrontarmi a voce con le persone.

18-C’è qualcosa che bolle in pentola? Un nuovo romanzo?
Altroché! A parte i romanzi già pubblicati che a breve riusciranno con nuove vesti grafiche e aggiunte inedite, ci sono due romanzi ironici scritti a 4 mani che usciranno a breve. Un terzo invece, sempre a 4 mani, un contemporaneo, è in valutazione, quindi incrocio le dita.




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