[RECENSIONE] Mi dicevano che ero troppo sensibile di Federica Bosco

Cari lettori,
buon anno!
Torno nel blog con una nuova recensione, un libro che mi ha colpito moltissimo e che mi ha fatto capire tante cose.
Questo anno spero sia ricco di buone letture e nuovi autori.







Recensione:


Ho voluto fortemente leggere questo libro e mi sono resa conto che sono una persona altamente sensibile.

Nel corso della mia infanzia e adolescenza ho sempre sospettato di essere una persona diversa dalle altre, anche se non ho mai pensato di essere strana, solo di non essere compresa.
Dire queste parole sicuramente mi scava dentro e rivela di me degli aspetti che di solito tengo ben nascosti.
Negli anni ho sempre avuto difficoltà a installare dei rapporti duraturi e questo è dovuto molto volte al fatto che sono una persona timida e tendo a denigrarmi, a buttarmi giù e non ho molta autostima. Difficoltà anche ad integrarmi in un gruppo, a farmi piacere quello che si dovrebbe fare alla mia età, insomma una serie di cose che in alcuni momenti mi hanno fatto sentire fuori posto.
Anche oggi penso di essere fuori luogo in molte occasioni e di non sentirmi me stessa.
Alcune volte ho un atteggiamento triste e arrabbiato non perché non stia bene in quella determinata situazione ma perché non riesco a  sentirmi a mio agio.
Nel libro c’è un piccolo test per capire se si è ipersensibili, su quindici affermazioni mi ritrovo in almeno dieci punti e dopo anni ho capito di avere solo un carattere particolarmente sensibile.
Il cambiamento per me è sempre un trauma, mi provoca moltissimo stress e quando ci sono delle situazioni  di cui io non ho il controllo, mi trovo in difficoltà. Sono una persona precisa e meticolosa, anche se questo mi porta ad essere troppo fossilizzata sul rispetto di “regole” che io mi impongo ma che capisco non tutti seguano come lo faccio io.
Sono molto volte invisibile agli occhi degli altri e anche negli ultimi anni quando ho deciso di scrivere sia nel blog e sia creando delle storie mie questo non mi ha tolto dalla mia invisibilità.
Anche nel blog non riesco a farmi seguire come vorrei eppure guardando anche altri siti di recensioni di libri non trovo molte differenze rispetto al mio, nonostante abbia curato sia la grafica che i contenuti del mio spazio virtuale credo di essere nell’ombra.
Ma questo non mi sconvolge, anzi, mi motiva a fare di più, per me la scrittura è una terapia prima per me stessa.
Non è un caso di sicuro che una delle mie autrici preferite italiane, Federica Bosco, sia un’ipersensibile come me.
Molte volte mi sento chiusa in me stessa, soprattutto quando incontro nuove persone o in una situazione nuova, credo che la mia infanzia sia stata fondamentale per formare quella che sono oggi e le umiliazioni seppur piccole, se oggi ci ripenso, mi fanno ancora male. Sì lo so che dovrei voltare pagina ma non ci riesco, ecco perché quando ricordi quei momenti, preferisco rimanere da sola.
A scuola non sono mai stata l’anima del gruppo e non sono ricordata per nulla, se non quando mi prendevano in giro per gli occhiali, io vorrei essere in alcuni momenti scelta, spero prima o poi di essere la prima in qualcosa o per qualcuno.
Una delusione per noi è una cosa che ci spiazza e ci sentiamo traditi, è difficile superare la cosa perché ci sentiamo feriti.
La solitudine alcune volte è necessaria, ci nascondiamo per non essere giudicati e quindi l’unica soluzione è scappare via oppure reagire in maniera dura e snob.
Ho un dono, capisco subito se ho davanti una persona falsa o ipocrita  e credo che almeno questo mi aiuti nel selezionare le persone con cui vale la pena avere un minimo di rapporto.
Alcune volte però non riesco a capire subito chi ho davanti e vado incontro ad una delusione, provo lo stesso a perdonare e ad andare avanti ma poi mi ritrovo al punto di partenza.
Spero sempre di poter vivere in un mondo perfetto e ideale, che so bene non esista e quando mi rendo conto che non potrà mai essere come voglio allora rimango delusa ancora una volta.
So che tutto dipende da me e dall’idea che io ho delle persone, delle aspettative che mi creo, ma rimanere costantemente delusa mi fa stare molto male.
Per questo questi mondi ideali che io mi creo, sono così irreali e fantastici che è normale rimanere delusi da quello che mi sono immaginata e anche in questo caso sono amareggiata dalla realtà e dalle persone.
Cosa fare per migliorare?
Be’ Federica mi dà dei consigli, anzi un meraviglioso kit di sopravvivenza per ipersensibili, che terrò sicuramente con me.
In realtà negli ultimi anni, sono sicuramente migliorata e dopo la lettura di questo manuale mi sono resa conto di quanto non sia sola, che l’ ipersensibilità è una risorsa e sfrutterò queste mie sensazioni per riuscire a migliorare me stessa.
Non sarò mai una persona che metterà in mostra le sue capacità o prevaricherà sugli altri ma sarò sempre vera e spontanea, forse troppo ma comunque nessuno mi potrà togliere quello in cui credo e quello che sono.
Di sicuro mi troverò davanti ancora delle persone che mi faranno notare quanto io valga poco, oppure che mi facciano sentire fuori posto,  ma questa volta mi fermerò a riflettere sul fatto che forse per la prima volta non sarò io a essere quella sbagliata.
Sono un’ipersensibile ma non sono una stupida.


***


Trama:

«Ho sempre saputo di essere troppo sensibile. Fin da quando ero piccola mi accorgevo di non percepire le cose come gli altri bambini, ma di sentirle in maniera molto più profonda, intensa, lacerante, da qualche parte fra il cuore e la pancia. Però non riuscivo a esprimerle in nessun modo...»
È così che Federica Bosco ci introduce tra i chiaroscuri di un universo ancora sconosciuto, spesso trascurato persino dalla psicologia e dai tanti specialisti che dovrebbero occuparsi delle mille sfumature dell’animo umano. Un universo popolato da creature particolarmente ‘frangibili’, dotate di antenne che percepiscono con la potenza di radar le gioie e il dolore altrui, che si sentono diverse dai più, e spesso a disagio, che temono i rumori e qualunque stimolo violento, che si definiscono certamente 'difficili', ma anche creative, generose ed empatiche. Insomma, creature ipersensibili. Ed è nel loro mondo segreto, tra le sfumature di personalità complesse e affascinanti, tra idiosincrasie e virtù, che ci porta per mano una delle scrittrici italiane più amate, firmando un libro che è insieme un manuale e un’intima confessione, capace di dare a chi fino a oggi si è sentito solo e incompreso il coraggio, l’autostima e la forza per alzare la testa. Mettere le ali. E scoprire che quello che credevano un handicap in realtà può essere uno straordinario superpotere.


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