[RECENSIONE] Lizzie Leigh e Il pozzo di Pen Mortha di Elizabeth Gaskell

Cari lettori,
continuo a parlavi delle letture condivise con il mio gruppo di lettura #elizabethgaskellgdl, come ultimo libro di agosto abbiamo letto "Lizzie Leigh e Il pozzo di Pen Mortha", pubblicato dalla Elliot edizioni.

L'edizione è stata tradotta e curata da Massimo Ferraris.






Recensione

Lizzie Leigh,
è il titolo del primo racconto, è stato pubblicato nel 1850 nella rivista di Dickens "Household Words", è una storia drammatica che ha al centro della vicenda Lizzie, una ragazza che a 17 anni lascia la sua casa in campagna, nella fattoria di Upclose, per andare a servizio in città. Il padre la riteneva troppo viziata per rimanere con loro e doveva contribuire all'economia della famiglia. Poco dopo, la ragazza rimane incinta, questo fatto è una vergogna e un disonore per la famiglia,  tanto che James, il padre, non la considera più sua figlia e la lascia da sola in una città sconosciuta e  verso un destino crudele.
"E se lei avesse appreso l'oscuro segreto sulla vergogna di sua sorella, che le continue ricerche notturne della madre tra i reietti e gli emarginati gli ricordavano sempre, non si sarebbe Susan ritratta da lui con disgusto, come se fosse infangato da questa relazione involontaria? "
Il libro si apre con la morte di James e la moglie Anne, che decide di andare a trovare la figlia, lascia la fattoria e va a cercarla. Il figlio maggiore William non è d'accordo con la madre, non gli interessa ritrovare la sorella o aiutarla.

William, sebbene sia corrispondente all'uomo vittoriano, disprezza la sorella, ha una rabbia dentro che cova da tempo, probabilmente influenzato dal padre o dalla società dell'epoca. Dopo che la ragazza diventa una donna perduta, nella fattoria non si poteva nemmeno pronunciare il suo nome, ma probabilmente in quel periodo era normale fare una cosa del genere.

Susan, è un ragazza che William conosce a Manchester, quando la madre decide di andare in città a trovare la sorella, è un anima pura, devota, timida, riservata, anche questo è un tipico personaggio dell'epoca vittoriana, forse il più buono del racconto.

Lizzie, la protagonista, non viene approfondita come personaggio, sono poche le pagine per conoscere a fondo la sua storia, i suoi sentimenti, quello che ha provato da sola e incinta senza un marito, in una città sconosciuta. La troviamo distrutta, provata dalla vita che le ha mostrato subito il peggio, probabilmente dedita al mercimonio per salvare se stessa e sua figlia.

Un racconto che nonostante i temi trattati, non ci viene raccontato in maniera melodrammatica, ma ti colpisce dritto al cuore, una botta emotiva fortissima che ti rimane dentro inevitabilmente.

In entrambe le storie ricorrono i temi cari alla Gaskell: rapporti genitori-figli, la religione l'ambientazione che non fa solo da contorno ma che si integra alla storia e al centro della vicenda c'è la storia di persone emarginate dalla società. Ma ancora la discriminazione della donna, l’amore materno, il sacrificio, il perdono e la morte.

Il pozzo di Pen Mortha è un racconto drammatico, il pozzo è il luogo dell'inizio e della fine di tutta la storia, prima la felicità  e la speranza in un futuro migliore e poi l'inevitabile distruzione e la fine.

Nest. è la ragazza più bella del vilaggio di Pen- Mortha, il suo sorriso incanta tutti fino a quando non decide di sposarsi con Edward Williams, che ha una fattoria proprio lì vicino.

Ma il dramma è dietro l'angolo e il lettore ne è consapevole, ma questo dà ulteriore merito alla scrittura della Gaskell, che riesce a emozionare con le sue storie, a farci capire cosa provasse Nest e la madre durante i vari momenti della narrazione.

In entrambi le storie, la figura della madre,  prima Anne e poi Eleanor, è molto forte e soprattutto sono donne che farebbero di tutto per rendere felici le loro figlie, si sacrificano, si arrabbiano, si mettono in ridicolo.

Trovo che la Gaskell riesca a coinvolgere e ad appassionare il lettore, anche se parliamo di un racconto o di un romanzo breve, non è un'autrice banale ma è un'appassionata scrittrice che vuole mettere in luce temi di cui all'epoca si parlava poco, come le fallen woman, gli operai, la condizione delle donne. Lei denunciava in un qual modo quello che alla sua epoca non considerava giusto, probabilmente essendo borghese e sposata lo poteva fare, ma ha avuto un gran coraggio. 

Adesso ci aspetta a settembre la lettura della raccolta "Racconti"(1840-1857) pubblicata dalla Croce edizione, stay tuned per gli aggiornamenti, seguiteci con #elizabethgaskellgdl su IG.


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Trama:

Comparsa per la prima volta sulla rivista dickensiana «Household Words» nel 1850, Lizzie Leigh è la storia di una ragazza che a diciassette anni rimane incinta senza un marito e dunque nel peccato, e dei suoi conflitti con i genitori, divisi tra un naturale sentimento di amore e una morale inflessibile che obbligherebbe alla condanna. Un piccolo gioiello che contiene tutti i temi cari a Gaskell – la critica delle dinamiche familiari dell’Inghilterra vittoriana e la discriminazione della donna, l’amore materno, il sacrificio, l’espiazione e il perdono. Nel volume si accompagna a un altro racconto – assai simile per le tematiche – ambientato nelle campagne del Galles, dal titolo Il pozzo di Pen-Mortha, incluso in una raccolta successiva alla pubblicazione sulla rivista insieme a Lizzie Leigh.



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