[RECENSIONE] CHARLES DICKENS- Una vita in lettere volume I

 Cari lettori, 

oggi parliamo del primo volume di "Una vita in lettere" con all'interno una selezione di lettere che ha scritto Charles Dickens, uno dei più grandi romanzieri inglesi.






Recensione

Questo libro ripercorre la vita di Dickens dal 1825 al 1850 attraverso le sue lettere, conosciamo sia la vita personale che quella professione del grande autore inglese, il viaggio in America, la nascita dei figli e la pubblicazione dei suoi romanzi.

E' un vero e proprio epistolario che funge come una sorta di biografia, con dei piccoli paragrafi tra una lettera e l'altra che rendono la lettura molto scorrevole. 

Questo testo delinea un Dickens diverso, non solo un grande scrittore vittoriano ma anche l'uomo che si celava dietro alle pagine dei suoi romanzi.

Le lettere giunte fino a noi sono più di 1500 e Laura Bartoli grazie a un ottimo e accurato lavoro di ricerca e traduzione compone un testo appassionante, ricco, che ci fa conoscere ed entrare nel mondo di Dickens.

Questo è il primo di due volumi, il secondo è uscito da pochi giorni.

Avevo già letto la biografia di Peter Ackroyd che ho trovato molto ostica, anche se ben fatta e ricca di informazioni e dettagli sulla vita dell'autore, credo che invece questo testo sia più scorrevole e probabilmente leggendo le parole di Dickens possiamo in un certo modo conoscerlo in maniera più vera e autentica.

Mi soffermo su due cose che mi hanno interessata maggiormente.

Nel 1850 stava progettando "Household Words", un nuovo settimanale economico di letteratura generale, gli uffici del giornale erano al numero 16 di Wellington Street.

Il 31 gennaio 1850 scrisse a Elizabeth Gaskell, per chiedere all'autrice se avrebbe collaborato con la sua rivista pubblicando un breve racconto.


Ecco cosa Le scriveva:

"Siete troppo modesta per potervi mai figurare l'importanza che il vostro supporto vestirebbe ai miei occhi e sono perfettamente certo che qualsiasi riflessione o osservazione su ciò che vi circonda, a dir poco attirerebbe l'attenzione, e farebbe gran bene a chi vi legge."


Lei accettò e il giornale fu inaugurato con una parte del racconto "Lizzie Leight.

Dickens era un uomo che lavorava moltissimo, scriveva tutti i giorni e per le sue riviste supervisionava, editava e aggiungeva e tagliava delle parti.

Sappiamo bene quanto il rapporto tra Dickens e la Gaskell fu caratterizzato da alti e bassi,  nonostante la forte stima che l'autore avesse per Elizabeth, la Gaskell non le mandava di certo a dire.

Lizzie Leight fu solo il primo tra i racconti che furono pubblicati nella rivista "Household Words",  ma ricordiamo anche il romanzo "Nord e Sud".

Non è un mistero che il titolo fu scelto proprio da Dickens, per la Gaskell sarebbe stato Margaret Hale, le prime pagine che l'autrice invierà a Charles furono sorprendenti e  il famoso scrittore inglese iniziò a darle dei consigli per proseguire la sua storia.

La Gaskell non lo seguì, sappiamo da quanto ho letto che per lei la pubblicazione a puntate fu molto dura e le provocò anche dei problemi di salute.

L'autrice arrivata agli ultimi capitoli non li volle più rileggere e disse a Dickens che poteva fare le modifiche che voleva che lei non ne avrebbe fatte di ulteriori. La Gaskell aveva il suo bel caratterino però dobbiamo anche dire, a onor del vero, che gli ultimi capitoli sono sicuramente troppo frettolosi e insomma si capisce che l'autrice non ne poteva più di questi personaggi e di questa storia.

La rivista "Household Words" ebbe un enorme calo di vendite quando fu pubblicato a puntate "Nord e Sud", tanto che anni dopo la Gaskell non pubblicò più nulla in questo modo preferendo il romanzo classico.

Mi sono dilungata troppo sulla Gaskell, sapete quanto io sia una sua appassionata e non potevo non soffermarmi su di lei.

Dickens era un uomo deciso e determinato,  fece aumentare l'interesse per i settimanali anche nelle classi medie e medio-alte.

Ho letto recentemente David Copperfield (1849-1850) che mi ha fatto molto riflettere, un testo intenso in cui ho ritrovato un po' di Dickens e le sue lettere me lo hanno confermato.

Questa fu l'opera che sentiva più vicino a sé, in ogni dettaglio, ogni colpo di scena, c'era un po' dell'autore e fu difficile per lui lasciare andare questo testo, provò un misto di tristezza e gioia era come se avesse perso una parte di se stesso.

Un epistolario accurato che consiglio di leggere agli appassionati di Dickens e non, devo fare anche i complimenti alla abeditore per il packaging del libro che ricorda una lettera, oltre a una serie di dettagli che rendono il libro un vero gioiellino.


***


Trama


Molto più di un semplice epistolario, questo volume racchiude la prima parte di una selezione di oltre 150 lettere inedite in italiano, incastonate in una narrazione biografica, a comporre la storia più avvincente che Dickens abbia mai scritto, ma che mai avrebbe pubblicato. L'autore ci regala un racconto di prima mano dell'impeto della gioventù, le passioni e i drammi che condussero e s'intrecciarono alla fama planetaria e ci accompagna fino al concepimento del suo capolavoro e alter ego letterario David Copperfield. Dickens si fa così protagonista e spettatore della scena che lo vediamo dividere con i grandi del suo tempo, tra cui Washington Irving, Victor Hugo, Elizabeth Gaskell, la Regina Vittoria e Michael Faraday. Un concentrato di energie che attraversa i secoli e che ci offre l'emozione straordinaria di sedere alla scrivania in compagnia del solo e unico Charles Dickens.

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